Le radici (anche empolesi) di una vocazione: il Cardinal Bassetti si racconta alla San Paolo Libri e Persone

Una storia di fede, una riflessione sull’essere prete oggi e un affresco di una Toscana che, forse, non esiste più. Il cardinal Gualtiero Bassetti ha affidato alla penna di Quinto Cappelli il racconto della sua vocazione sacerdotale, dei suoi maestri e del suo percorso di vita. Questo è il senso del libro ‘Le radici di una vocazione. I primi maestri del card. Bassetti: don Pietro Poggiolini e don Giovanni Cavini’, pubblicato nel febbraio 2021 da Edizioni San Paolo.

Radici di una vocazione a cui Bassetti dà anche nome e cognome: Pietro Poggiolini e don Giovanni Cavini. Ha così un significato tutto particolare la presentazione che si è tenuta il 21 settembre a Empoli, dove proprio Don Cavini fu proposto dal 1972 al 2007. Bassetti ha presentato il libro in occasione dell’inaugurazione della San Paolo Libri & Persone di Empoli, la nuova libreria gestita da SintesiMinerva che intende essere uno spazio aperto ai cittadini per far coincidere cultura e socialità: la prestigiosa presenza del Cardinal Bassetti alza il sipario su una serie di presentazioni ed iniziative culturali che saranno il fulcro del nuovo progetto.

BASSETTI E LA ‘TOSCANA DEI PRETI’

Il racconto di Bassetti mostra uno spaccato della Toscana del secondo dopoguerra e fa luce su quella costellazione di preti che si impegnavano attivamente nei territori, di cui Don Milani è solo una delle stelle più lucenti. Non si tratta solo di un “un fatto privato” quindi, ma “illustra uno spaccato di vita della Chiesa italiana dal punto di vista di una periferia”, come si legge nella prefazione. E proprio qui dalla periferia, quella di cui Don Cavini si è preso cura per oltre 30 anni, Bassetti ha raccontato una serie di aneddoti che, come fossero accurate pennellate, hanno disegnato il profilo di una Toscana rurale e del suo rapporto con la Chiesa. Uno spunto per riflettere più in generale sul rapporto tra religione e territorio.

Devo tanto ai cari preti dell’appennino – racconta Bassetti – Io oggi sono anche loro, sono il frutto del loto amore e della loro testimonianza. Rimasero sempre in mezzo alla gente. Molti di loro erano dei veri uomini di Dio, ma tutti erano dei servi della povera gente”.

Tanti gli aneddoti sui preti che hanno segnato il territorio toscano, da Don Milano a Don Cavini, fino al ‘nostro’ Don Renzo Fanfani, solo per citarne alcuni. Così Bassetti ricorda il suo maestro Don Cavini:Per me è stata la mano aperta di Dio. Ho imparato tanto da lui perché non era un uomo che faceva il prete, era un prete. Cavini aveva una grande fede. Nonostante il carattere riservato era una vita infuocata d’amore, non era un manichino vestito da prete era un uomo autentico che aveva tanto da raccontare. Lui come altri era un prete la cui vita era intrecciata con la vita della gente”.

Anche il sindaco Barnini ha voluto ricordare Don Cavini: “L’ho conosciuto da vicino nei tanti ragazzi che ha fatto crescere. Aveva la capacità di fra crescere le persone, questo è il suo lascito”; poi un ricordo per Don Fanfani e la sua capacità, così come Don Cavini, di “costruire una forte amicizia civile”.

Quinto Cappelli ha invece parlato della genesi del testo, confermando come il libro non sia solo un racconto su un’esperienza, ma il tentativo di ricostruire un contesto di piccole comunità e del rapporto con i ‘loro’ preti : “Empoli è stato un punto di riferimento nella ricerca di questo libro. Quando scrivemmo il libro ci domandammo con chi pubblicarlo. Ho girato varie case editrici e dopo nove giorni la Edizioni San Paolo ci ha risposto dicendoci che era interessata perché questo testo mette in evidenza figure di preti e laici del Novecento che andrebbero riscoperti. Figure che hanno formato laici e preti e quindi il popolo italiano”.

Proprio il rapporto con il territorio e la comunità di cui prendersi cura è uno dei temi centrali del libro, nonché uno dei temi che sta caro a Bassetti il quale si chiede con un po’ di malumore come fermare il fenomeno dell’urbanizzazione e dello svuotamento delle montagne, una “emorragia che porterà a perdere le identità e ad approdare ad un grande anonimato”.


LA SAN PAOLO*: I PROSSIMI EVENTI

Ecco la programmazione delle attività per i mesi di ottobre e dicembre 2021:

  • 8 ottobre: reading e aperitivo per festeggiare il conferimento del Premio Nobel per la letteratura 2021.
  • 22-23-24 ottobre: Nell’ambito del palinsesto L’eredità delle donne 2021, diretto da Serena Dandini e patrocinato dalla Città Metropolitana di Firenze, la San Paolo* Libri & Persone proporrà il primo ciclo della rassegna: Donne al quadrato. Si tratta di una serie di incontri con studiose e professioniste che, nel proprio ambito disciplinare, narrano la vita e l’opera di protagoniste del Novecento. In questo primo ciclo si parlerà di tre personalità della storia dell’arte, della psicoanalisi e della fotografia.
  • 8 novembre: in occasione dell’anniversario della promulgazione della Legge 381, la cooperativa sociale Sintesi Minerva organizza l’incontro: Una storia che viene dal futuro – 30 anni di cooperazione sociale in Italia. La programmazione verrà integrata da presentazioni di novità di narrativa e saggistica che verranno comunicate di volta in volta.

Da oggi parte inoltre l’iniziativa L’editore indipendente del mese, che fino al 30 ottobre propone la raffinata casa editrice fiorentina Clichy, che propone narrativa contemporanea e libri per ragazzi.

Nel corso dell’autunno verranno inoltre lanciati i primi gruppi di lettura tematici (ragazzi, lassici italiani e stranieri).

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